Il Premio Alto Adige. Autori da scoprire - che nelle prime edizioni era rivolto direttamente agli autori - è ora riservato alle case editrici che presentino opere inedite da sottoporre al giudizio della Giuria, per una valutazione di merito in vista della loro pubblicazione.
Quest'anno il Premio si è arricchito della sezione Autori locali, per far sì che, indipendentemente dai contenuti e dall'ambientazione territoriale - elementi costitutivi delle sezioni Narrativa e Saggistica,
gli scrittori altoatesini possano esprimersi in piena libertà, costruendo cioè trame narrative non vincolate alla descrizione della realtà e del contesto in cui vivono.
La nostra aspettativa è che, col tempo, questa sezione attiri un numero crescente di giovani e dia spazio a una maggiore varietà di sperimentazioni.
Come primo rilievo si osserva che questa edizione non è stata particolarmente ricca di proposte ma, pur all'interno di una rosa più ristretta rispetto a quelle passate, la Giuria ha individuato anche questa volta alcune opere apprezzabili, alle quali ha assegnato i riconoscimenti nelle rispettive sezioni.
Una seconda considerazione riguarda la presentazione dei testi che, in qualche caso, non è stata impeccabile dal punto di vista formale e sostanziale.
È quindi auspicabile che per le prossime edizioni sia ancora più stretta, nell'editing dei manoscritti, la collaborazione tra editori ed autori, a tutto vantaggio degli uni e degli altri.
Il ricco filone dei diari e delle memorie personali - che negli ultimi anni riscuote una rinnovata fortuna a livello nazionale, sia tra autori sconosciuti che tra scrittori di fama - ha costituito anche in questa edizione la parte preponderante delle opere presentate nell'ambito della narrativa.
L'augurio è che possa essere affiancato in futuro da qualche romanzo di fantasia, in grado di mettere in luce anche l'aspetto più creativo del lavoro di scrittura.
Infine, si è potuto notare che, dagli scritti proposti ad esame, emergono solo marginalmente gli aspetti sociali e culturali della città e della società altoatesina (il tessuto familiare, le problematiche economiche, la dimensione religiosa, ecc.), mentre questa rappresentazione narrativa o saggistica a largo raggio potrebbe aiutare ad avere una visione approfondita e meno confinata a temi più tradizionali e già ampiamente trattati (autonomia, bilinguismo, convivenza, ecc.).
Tutte queste considerazioni vogliono naturalmente essere un incentivo perché aumenti innanzitutto la rosa dei partecipanti al Premio e perché il Premio stesso possa crescere in quella qualità di scrittura e respiro culturale che è certamente nei voti di tutti.
Giuliano Vigini, Elena Banfi e Franco De Battaglia